Come funziona una scuola di sci nel 2024

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Quando arriva l’inverno, la fine dell’anno, il periodo festivo, molti di noi sentono il richiamo della neve: aria pungente, neve fresca, sci o snowboard ai piedi e la voglia di provare sul viso quella sensazione di libertà che soltanto la montagna sa dare.

Così iniziamo a informarci sulle previsioni meteo, su quando e dove nevicherà, controlliamo l’attrezzatura e programmiamo le nostre uscite in pista. Tutto è lineare, semplice, immediato.

La realtà, come spesso succede, è molto più stratificata.
Anzi, per fare in modo che il nostro approccio alla neve sia il più possibile semplice, a farsi carico delle complessità è chi ha in gestione gli impianti, gli ski club, le scuole di sci.

In questo dicembre che ci vede tornare sulle piste come ogni anno, abbiamo scelto di raccontare la storia di una scuola di sci attiva ormai da più di 15 anni, nata subito dopo le ultime Olimpiadi Invernali italiane, quelle di Torino 2006, in uno dei luoghi simbolo di quelle competizioni: Bardonecchia, sede delle gare di snowboard.

Scuola sci Liberi TuttiScuola sci Liberi Tutti

Una bella chiacchierata, quella che vi proponiamo, in compagnia di Cristina Quartara, direttrice della scuola sci Liberi Tutti, maestra di sci e allenatrice FISI di terzo livello.
Cristina, ciao. Ci racconti in due parole che realtà è “Liberi tutti” e di cosa si occupa?

Liberi tutti è una scuola di sci e al tempo stesso uno ski club, ma non è solo una realtà che insegna a sciare e dà la possibilità di farlo: siamo prima di tutto una comunità di persone che ama gli sport sulla neve e la montagna, con persone di ogni età al suo interno.
Siamo a Bardonecchia, con attività sia a Campo Smith, sia sulle piste del comprensorio sciistico dello Jafferau, che arriva fino a 2700 metri di altitudine.

Per le persone comuni, appassionate di sci e montagna, esiste un momento dell’anno in cui si ha “voglia di andare a sciare”. Prima non ci si preoccupa di questo, e dopo la fine della stagione il pensiero va ad altro, al caldo, all’estate.
Per una realtà come “Liberi Tutti” a Bardonecchia, con migliaia di iscritti alla scuola di sci ogni anno, la programmazione, lo studio, la ricerca di novità per i possibili clienti ha mai un momento di stop?
Come funziona l’organizzazione del vostro lavoro?

Semplicemente, non ci fermiamo mai :-)
Siamo una scuola di sci un po’ anomala, perché lavoriamo in effetti tutto l’anno, curando anche la programmazione di tre mesi di attività estiva: è una richiesta del mercato di Bardonecchia, la chiedono le famiglie e, al di là di quel che facciamo noi, vediamo che è una tendenza ormai in molte località.

Quello che noi facciamo è educazione al territorio e alla montagna, partendo dai bambini: insegniamo a vivere la natura in quota tutto l’anno, e – così facendo – diamo continuità al lavoro del maestro di sci, slegandolo dalla stagionalità estrema da cui è sempre stato caratterizzato.
Abbiamo capito che la figura del maestro ha un ruolo troppo importante nell’educazione alla montagna: non possiamo lasciarla in balia della quantità di neve che cade, di quanto si ferma in quota, etc.

Questo vuol dire una cosa sola: programmazione, programmazione, e ancora programmazione. Quando finisce la stagione invernale studiamo le proposte per quella estiva: ci fermiamo soltanto un paio di settimane in autunno e due/tre settimane in primavera.

Credo sia finito il tempo in cui la proposta della scuola di sci era una, magari diversa a seconda della scuola, e al cliente rimaneva semplicemente quale scegliere.
La montagna in inverno è cambiata, la fruizione è cambiata.

Oggi le persone hanno esigenze diverse e particolari: per una famiglia è difficile assicurare la continuità sulle piste di una stagione intera, i “consumi” sulle piste sono più spezzettati.
L’offerta è cambiata tantissimo: bisogna sempre scoprire e proporre qualcosa di nuovo, percepire le esigenze del mercato e sapere rispondere con più opzioni possibili.

Per questo ad esempio Liberi tutti propone non solo sci sulle piste, ma anche snowboard, telemark, sci alpinismo, gite con le ciaspole, etc: proviamo a far appassionare bambini e persone a diversi modi di vivere la neve.

maestri della scuola di sci di bardonecchiamaestri della scuola di sci di bardonecchia

La figura del “maestro di sci” è decisamente una di quelle più a rischio stereotipi. Ci racconti chi sono oggi i maestri di sci di Liberi Tutti, e che rapporto hanno con la natura e la montagna? Che preparazione devono avere per poter far parte del vostro team e come intendono il loro lavoro?

 

Con Liberi tutti, per quello che dicevo, i nostri maestri possono vivere la professione sia in estate che in inverno.

Abbiamo scelto come maestri persone con la giusta flessibilità nell’approccio alla montagna anche al di fuori della comfort zone invernale: ovviamente siamo legati alla neve, ma cerchiamo di costruire sempre un team di persone che sanno mettersi in gioco.

Abbiamo collaboratori che hanno scelto questa vita di montagna ogni giorno dell’anno, vivono qui e hanno con il territorio un rapporto intimo, profondo. Altri sono con noi nei weekend, nelle festività, e poi tornano per l’attività della stagione estiva.

Noi abbiamo sempre avuto l’idea di una montagna da vivere tutto l’anno: gli stessi colori del nostro logo sono quattro come le stagioni. Liberi Tutti è un modo per uscire dagli schemi, anche della scuola di sci e basta. E Bardonecchia, con il suo essere family friendly, è il posto ideale in cui proporre attività che vanno dalla pista, allo snowboard, al downhill estivo.

Poi, ovviamente, inverno, neve e sci sono le nostre origini: abbiamo 80 maestri che includono esperti di sci alpino, snowboard e insegnamento di queste discipline ai bambini che, è bene ricordarlo, non sono adulti in miniatura.

Anche per questo diamo molto spazio alla convivialità nel nostro lavoro: realizziamo la fiaccolata sulla neve per i bambini, la nostra festa sociale con tanto di gara che ogni anno vede partecipare tra le 500 e le 600 persone, e ogni anno proponiamo ai nostri iscritti una cena “stellata” chiamando uno chef stellato a cucinare qui da noi.

Cristina Quartara con uno dei suoi maestriCristina Quartara con uno dei suoi maestri

Immaginiamo che il lavoro di coordinamento di una realtà ampia e strutturato di una scuola di sci come la vostra sia complesso e porti via parecchio tempo. Chi come te è Maestro di 3° livello e quindi ha passato innumerevoli ore in pista e sulla neve, riesce ancora a viverla come vorrebbe? Quanto della giornata di chi dirige una scuola di sci è ancora con gli sci ai piedi?

Purtroppo scio meno di quanto vorrei, questa è la realtà dei fatti.

Un po’ per le ginocchia, che cominciano a farsi sentire dopo anni di sollecitazioni in pista, un po’ perché c’è davvero tanto da lavorare per fare in modo che i maestri escano in pista per otto ore, tutto funzioni e che le persone che ci scelgono tornino a casa con il sorriso, un bel ricordo, e la voglia di tornare.

una divisa One More in azione a Bardonecchiauna divisa One More in azione a Bardonecchia

Una domanda ancora a metà tra ufficio e pista: quali sono i criteri con cui scegliete i materiali di cui vi servirete in modo così intensivo per i mesi più impegnativi del vostro lavoro? In che modo la tecnologia applicata agli attrezzi ma anche ai vostri “vestiti da lavoro” (tute, pantaloni, giacche) può aiutarvi nella quotidianità?

Tanto, anzi tantissimo.
Posso dire che l’anno in cui una scuola di sci cambia le divise è un anno di grande lavoro: ci va moltissimo tempo, ad esempio nella ricerca del fornitore perché devi selezionare dal mercato.

Noi puntiamo molto su estetica e tecnologia dei capi: sono le nostre prime discriminanti.
Poi approfondiamo un elemento che per noi è tra i più importanti: senza dubbio la personalizzazione dei capi è un aspetto fondamentale, che viene subito dopo. Non tutte le aziende la garantiscono perché spesso propongono i prodotti a negozio.

Da tempo abbiamo indirizzato la nostra attenzione all’aspetto green della nostra attività: nei limiti del sistema neve in cui siamo inseriti proviamo a fare il nostro.
Come dicevo lavoriamo molto con i bambini, e ci impegniamo a curare l’aspetto ecologico del nostro lavoro perché cerchiamo di salvaguardare quel che lasceremo un giorno a loro.

Con OneMore ci siamo trovati subito su questo punto.
Vi abbiamo scelti per il design e per la capacità di personalizzazione estrema dei capi: un prodotto di altissimo livello, con una personalizzazione artigianale avvantaggiata dal lavorare a stretto contatto, portando avanti le nostre esigenze con le vostre diverse competenze. Questo ci ha portato naturalmente verso OneMore.
Poi si è aggiunto il discorso ecologico: le nostre divise OneMore sono realizzate in Econyl ®, un nylon ottenuto con procedimenti sostenibili, e ricavato dalla rigenerazione dei rifiuti plastici. Un tessuto che nell’uso intensivo che facciamo noi maestri di sci è molto caldo, ma al tempo stesso leggero addosso: sono due caratteristiche che di solito è difficile far convivere, per cui i pantaloni e le giacche o sono troppo resistenti e difficili da portare o troppo stretch.
Dopo 8 ore sulle piste apprezzi i capi come quelli che oggi abbiamo dopo aver scelto OneMore: le giacche non “tirano”, come si dice in gergo, i pantaloni non sono ghiacciati.

Anche i nostri circa 300 ragazzi iscritti allo sci club, che sono lo zoccolo duro dell’attività sciistica locale agonistica e non, e che hanno come obiettivo la loro crescita tecnica, hanno la divisa OneMore: l’hanno apprezzata portandola anche in giro per l’Europa nelle varie trasferte.

snowboard a bardonecchiasnowboard a bardonecchia

Cristina, grazie.
Crediamo sia stata una chiacchierata utile a far capire la complessità delle scuole di sci in questi anni. Un’ultima domanda sul Natale alle porte: che Natale e che inizio 2024 ti immagini per Liberi Tutti?

Ho, abbiamo, aspettative alte: c’è tanto interesse, tanta voglia di sciare dopo stagioni a metà, saltate e a singhiozzo per Covid e poca neve.
La neve caduta qui da noi a ottobre ha creato una buona base di partenza e ha acceso gli animi.

Anche le iscrizioni testimoniano che c’è voglia: una voglia autentica di momenti in famiglia in contesti più semplici rispetto alla città.
E la montagna, questa montagna, va proprio in quella direzione.